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IL VILLAGGIO GAROLLA DI LIMENA
(via Fornace - Limena PD)

Limena, piccolo abitato posto lungo il corso del fiume Brenta, nel punto di derivazione del canale Brentella, beneficia del facile accesso al trasporto fluviale, cosa che porta, nel corso dell’Ottocento, ad uno sviluppo delle attività commerciali ed artigianali maggiore che non nei centri circostanti. Il censimento del 1871 registra, su una popolazione complessiva inferiore ai 2000 abitanti, la presenza di trenta barcaioli, dieci operai della fornace, quindici persone occupate in uno squero ed in altre attività legate alla manutenzione delle barche, sette sarti, quarantadue sarte da donna oltre a sedici donne occupate nella bachicoltura.

Esponente di questa nutrita fascia di artigiani è Giuseppe Garolla (1849-1934) che, abbandonate presto le scuole, entra come apprendista nella bottega di un fabbro locale, iniziando qualche anno dopo l’attività di meccanico in proprio. Di mente fervida, volge presto la sua attenzione al campo enologico, allora in piena evoluzione nel Veneto con l'apertura, nel 1876, della Scuola Enologica di Conegliano, la prima in Italia operante nel settore.

Nel 1877 fonda un'azienda che produce attrezzature per la coltivazione dell'uva e per la vinificazione, arrivando ben presto ad ideare nuove macchine che migliorano il prodotto. Dapprima egli mette a punto (1884) una pompa a zaino per irrorare le viti di solfato di rame contro la Peronospora che in quegli anni infierisce sulle piante, pompa che presenta varie migliorie rispetto a quanto disponibile sul mercato. Tre anni più tardi, nel 1887, concepisce la pigiatrice-diraspatrice-centrifuga per togliere gli acini dai grappoli di uva e pigiarli, che rivoluziona il modo di produrre il vino.

Completa infine la gamma di accessori per l’industria enologica: tra questi i “raccordi universali per le tubazioni”, gli enofollatori, le pompe a stella, le smostatrici. Sono prodotti che fanno conoscere la ditta in tutto il mondo in campo enologico, dandole un primato che durerà a lungo. A questo filone principale affianca poi i cannoni antigrandine (1899), allora molto in voga, ed i locomobili a vapore per la trebbiatura.

L'azienda, partita con 28 operai, nel 1917 conta 97 addetti, di cui 77 maschi.

Dal 1891 Giuseppe Garolla diviene sindaco di Limena, carica che mantiene per trent’anni, sponsorizzando la costruzione della linea telegrafica nel 1894 e poi, nel 1906, quella della ferrovia Padova Piazzola sul Brenta. Non a caso la stazione a Limena viene posta quasi di fronte al suo stabilimento.

Nei primi anni del Novecento, con l'ampliarsi delle attività della società e con l'aumento della manodopera impiegata, si manifesta la necessità di provvedere alloggi per i dipendenti, che l'allora piccolo centro di Limena non riesce a soddisfare. Al fianco dello stabilimento, lungo la “riviera Garolla” che corre sulla sponda destra del canale Brentella, viene quindi costruita una serie di edifici composti ognuno da due appartamenti accostati e simmetrici, suddivisi in piano terra e primo piano; costruzioni architettonicamente signorili e certamente non rurali, tutte contraddistinte dai medesimi fregi architettonici.

Con lo scorrere degli anni la società attraversa una serie di fasi altalenanti, in parte dovute a vicissitudini interne, in parte causate dai rivolgimenti internazionali, che la portano fino agli anni '80 del Novecento quando viene posta in liquidazione (1985).

I fabbricati delle officine vengono completamente demoliti ad eccezione del corpo centrale, a suo tempo occupato dall'alloggio del proprietario, con due ali parzialmente raccorciate, sostituiti da nuove costruzioni.

Il gruppo di case operaie conserva le sue funzioni fino al secondo dopoguerra quando, ingranditosi il centro abitato di Limena ed aumentata la disponibilità di alloggi in paese, viene a cadere la sua funzione principale; le abitazioni, ormai bisognose di manutenzione, vengono alienate, spesso ai dipendenti della società che già le abitano. Con il tempo intervengono modifiche e cambiamenti, ma è ancora percepire la presenza di un nucleo abbastanza omogeneo di edifici, ancora contraddistinti dalle comuni scelte decorative iniziali.

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